TotalEnergies, il direttore generale Stéphane Heulot sul futuro della squadra: “Le cose procedono molto bene e sono ottimista, ma ancora non abbiamo firmato nulla”
Sulla minaccia di escludere dal Tour i corridori che hanno già un accordo con altri team, il 55enne ha aggiunto: "Non è una minaccia, è solo un dato di fatto. Abbiamo il diritto di fare ciò che vogliamo nella nostra squadra"
Si inizia a intravedere un po’ di luce sul futuro della TotalEnergies. Come noto, lo sponsor principale lascerà la squadra francese al termine di questa stagione e ormai da mesi la dirigenza del team è alla ricerca di nuovi partner che possano garantire il proseguimento dell’attività della struttura, creata nel 2000 da Jean-René Bernaudeau, ma ora sembra finalmente muoversi qualcosa. Già negli scorsi giorni, il general manager della compagine Professional aveva dichiarato di essere “vicinissimo a garantire un futuro” alla squadra e a fargli eco è il direttore generale Stéphane Heulot, che ha parlato dell’avvenire del team in un’intervista a DirectVelo.
“Le cose procedono molto bene, a breve saranno annunciate novità relative a una parte della struttura – ha dichiarato il 55enne – Ci stiamo ancora lavorando. La squadra ha già vissuto questa situazione. Conosciamo la particolarità del nostro sport, in cui non ci si impegna a lungo termine dal punto di vista economico. È un lavoro continuo e ripetitivo. Ci stiamo lavorando. È importante non mollare […] Accettiamo la nostra situazione, la nostra realtà. È una situazione difficile, certo, ma lavoriamo senza sosta e speriamo in un esito positivo, il prima possibile“.
“Siamo sempre fiduciosi, ma conosciamo il clima geopolitico – ha aggiunto Heulot – La situazione economica è quella che è, ma quello che percepisco durante gli incontri è una sorta di eccessiva cautela, che ho notato. La sponsorizzazione non è necessariamente un obbligo per le aziende. Detto questo, l’accoglienza è molto buona e sono ottimista. Ma sarò davvero ottimista quando avrò potuto firmare un contratto e non è ancora la situazione in cui ci troviamo“.
Il direttore generale è poi tornato sulla “minaccia”, lanciata dal collega Bernaudeau, di non far correre il Tour de France ai corridori della squadra che hanno già accordi con altri team per la prossima stagione: “Non è una minaccia, è solo un dato di fatto. È vero che operiamo nell’ottica di difendere ciò che riteniamo legittimo. Ci sono corridori che sono sotto i riflettori, e tanto meglio, è l’occasione per loro di attirare l’attenzione di altre squadre. L’ecosistema del ciclismo è cambiato. Ora ci sono persone che si fanno garanti degli interessi dei corridori, nella figura degli agenti. Si tratta chiaramente di persone che non apportano granché al nostro ecosistema economico, si limitano a raccogliere briciole. Ma personalmente, non ho bisogno di passare attraverso gli agenti per parlare con i miei corridori. Siamo abbastanza grandi per comunicare tra di noi, direttamente. Non ci sono barriere. Io ho bisogno di parlare con i corridori e lo faccio. Io e noi seguiamo una logica di trasparenza. Loro conoscono le regole. Lo facciamo in base al modo in cui viviamo e sentiamo le cose”.
“Per ora, a questo punto, si tratta di un accordo chiaro e diretto con ciascuno di loro – ha proseguito Heulot – Immagino che abbiate dei nomi in mente, se ne vedono circolare alcuni sulla stampa (come Jordan Jegat, ndr), ma fa parte del gioco degli agenti che diffondono informazioni, vere o false, per far salire le offerte. Con interessi che raramente sono quelli del corridore, ma piuttosto i propri interessi finanziari. Ecco, è così che funziona. Bisogna adattarsi a questo nuovo mondo. Esiste e non saremo certo noi a stravolgerlo. D’altra parte, abbiamo il diritto di fare ciò che vogliamo nella nostra squadra. E faremo ciò che abbiamo deciso di fare, questo è certo. Ciò che ci sta a cuore è il futuro della squadra e costruire qualcosa con chi vuole darci fiducia”.
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